Tutto è iniziato da una domanda

Per molto tempo è stata soltanto un’idea. La voglia di osservare il cielo, raccogliere dati ambientali e capire meglio ciò che accade intorno a noi era presente da tempo, ma senza una forma concreta.

Il 13 maggio 2026 è il giorno che considero l’inizio del progetto. Non esisteva ancora Ivrea Observatory, non esisteva un dominio internet e non esisteva una roadmap definita. C’era soltanto la curiosità di capire se fosse possibile costruire qualcosa di mio.

Più laboratorio che prodotto

L’obiettivo iniziale non era realizzare una stazione meteo professionale né creare un sito perfetto. L’idea era costruire un piccolo laboratorio personale dove sperimentare elettronica, software, meteorologia e astronomia.

I primi passi sono stati semplici: raccogliere dati, immaginare una dashboard, capire come archiviare le misure e verificare che tutto funzionasse in modo affidabile.

I primi mattoni

Nei giorni successivi hanno iniziato a comparire i primi elementi che oggi fanno parte del progetto: sensori ambientali, database storico, dashboard di monitoraggio e primi esperimenti con ESP32 e Raspberry Pi.

Molte cose non funzionavano al primo tentativo. Alcune nemmeno al secondo. Ma proprio quella fase di prove, errori e correzioni ha definito il carattere del progetto.

Prima del First Light

Quando tutto è iniziato non sapevo ancora che poche settimane dopo sarebbe nato il nome Ivrea Observatory e che il progetto sarebbe stato pubblicato online il giorno del solstizio d’estate.

Il 13 maggio rimane però il vero punto di partenza: il momento in cui un’idea ha smesso di essere soltanto un pensiero ed ha iniziato a prendere forma.